L’Europa e le guerre del Settecento – Parte N°1

Bentornati a “a scuola con giovanni” oggi parliamo di storia e daremo inizio a un nuovo argomento che sarà protagonista di questo e del prossimo video il settecento e l’illuminismo in merito a questo tema in questo video quale sarà diviso due parti distinte parleremo dell’europa e delle guerre del settecento e in particolare descrive demografia ed economia nell’europa del settecento l’europa all’indomani della guerra di successione spagnola l’evoluzione politica ed economica di inghilterra e francia le guerre del settecento europa e mondo nella prima parte descriveremo i primi due punti invece nella seconda parte spiegheremo gli ultimi due buona visione all’inizio dell’età moderna la popolazione europea aveva conosciuto una notevole espansione che le aveva fatto riguadagnare i livelli raggiunti prima dell’anno 1348 l’anno della grande epidemia nota come peste nera che spopolò il continente dopo un netto rallentamento alla fine del cinquecento nel corso del seicento malgrado nuove grandi epidemie frequenti carestie e una serie quasi ininterrotta di guerre aspetti dei quali si parla nel video il seicento un secolo di luci e ombre la popolazione dell’europa aveva comunque continuato a crescere si passa infatti dai 90 100 milioni ai 115 125 milioni intorno alla metà del settecento gli europei avevano già raggiunto la cifra di 145 milioni in circa 50 anni l’incremento aveva superato quello dei 100 anni precedenti invece di rallentare o arrestarsi del tutto questa crescita prosegue a un ritmo ancora piu rapida a partire dall’anno 1740 cominciò quella che gli studiosi hanno definito una rivoluzione demografica cioè un incremento senza precedenti della popolazione non solo europea ma mondiale nel corso del xviii secolo la popolazione europea con ho qui un incremento superiore al 60 per cento raggiungendo la cifra di 190 miti 11 la parte occidentale del continente restava quella più puro la metà degli europei si concentrava in quella fascia che va dal sud dell’inghilterra e della francia nord orientale ai paesi bassi alla germania occidentale fino all’italia a est del fiume elba c’era una densità di abitanti nettamente inferiore il rapporto tra campagna e città rimase stabile la popolazione europea restava ancora di gran lunga rurale tuttavia ci fu un cambiamento delle gerarchie tra le città europee e del ruolo stesso di alcune città mentre nei paesi di lunga tradizione urbano come l’italia e l’olanda le città non si ingrandivano ci fu la crescita eccezionale di alcune capitali e di alcuni centri portuali londra passò da circa 600 mila a 900 labitalia parigi alla fine del settecento ne contava circa 600.000 crebbero sia pure a livelli inferiori anche le capitali di austria e prussia cioè

vienna e berlino mentre la nuova capitale rossa pietroburgo fondata nell’anno 1703 a fine secolo contava 220 mila abitanti in italia napoli passò da 300 mila abitanti a 450mila grande sviluppo colombero anche i porti al centro dei commerci internazionali l’aumento demografico di questo periodo riguardo tutto il mondo l’asia passò da circa 400 milioni di abitanti a oltre 600 milioni con un incremento percentuale paragonabile a quello dell’europa intorno al 60 per cento gli storici hanno discusso a lungo le cause della rivoluzione democratica senza trovare una risposta univoca di fronte a notevoli varianti locali non c’è nessun nesso evidente tra crescita economica e crescita della popolazione anzi i tassi di incremento in regioni arretrate come quelle dell’europa orientale furono molto superiori a quelli registrati nelle potenze economiche francia olanda e inghilterra anche in italia le regioni meridionali crebbero più rapidamente di quelle settentrionali economicamente più fluida dunque la popolazione aumenta maggiormente nelle regioni dove la densità era più bassa in generale la ripresa demografica fu legata almeno in una prima fase a un calo della mortalità con un conseguente allungamento della vita media tra i fattori individuati ci sono un minore impatto delle carestie che seppure si ripetevano per tutto il xviii secolo provocarono meno vittime un minore impatto delle guerre che nel settecento conobbero una sorta di disciplinamento e furono meno distruttive per le popolazioni civili nei vari miglioramenti nelle condizioni ambientali e climatiche dopo la piccola glaciazione seicentesca e nelle condizioni igienico sanitaria la scomparsa della peste che ancora nella prima metà del secolo colpi marsiglia nell’anno mille e settecento 20 e messina nell’anno 1743 si tenga tuttavia presente che continuavano a mietere vittime altre malattie infettive e contagiose come il tifo e soprattutto il vaiolo che diventò il morbo più grave nel serva determinante sull’abbassamento dell’età matrimoniale sia per gli uomini che soprattutto per le donne questo rese disponibile alla procreazione un maggior numero di anni fertile nel settecento i traffici internazionali conobbero una fase di forte espansione che corrispose anche al consolidamento della supremazia in evidente sensori mare assumeva una fisionomia sempre più distinguibile la cosiddetta economia mondo che aveva come centro il vecchio continente e più precisamente inghilterra olanda e francia e come periferie tutti quei paesi colonizzati che producevano per conto dell’europa l’afflusso verso il centro di una massa di beni e risorse sosteneva la crescita economica e il benessere dell’europa nelle periferie invece questo genere di rapporto determinava il forte sfruttamento della popolazione locale arricchendo solo una piccola classe dominante dall’asia giunsero sempre più spezia tè e caffè ma anche tesori dall’india soprattutto e altri manufatti le porcellane cinesi per esempio che furono di gran moda

il semplice questi prodotti erano pagati in oro e arcieri provenienti dalle miniere americano non si trattava comunque di uno scambio equilibrato poiché fino alla fine del xviii secolo gli europei non riuscirono lire merci gradite adesione e la bilancia commerciale europea sempre naturalmente il problema era inesistente dove gli europei avevano imposto in un mini mondiale e avevano potuto orientare produzione e traffici a troppo loro vantaggio per esempio gli olandesi trasformato l’isola di giava in un paese produttore è i grafici si intensificarono anche nel bacino del mediterraneo anche qui sotto il prevalente contate ben inizia aumento soprattutto il commercio atlantico pure a mente che divennero un mercato fondamentale per i manufatti euro nelle colonie americane venivano esportati manufatti in italia io pensili ea l’europa le importava tabacco cacao zucchero chrome ovverosia l’alcol ricavato dalla distillazione dello zucchero caffè e cotone che però avrebbe conosciuto il grande boom solo nell’ottocento erano tutte coltivazioni sviluppate o impiantate su iniziativa europea nell’area dei caraibi in brasile e dell’america settentrionale nel corso del xviii secolo le disponibilità alimentari in europa furono incrementate grazie anche alla diversificazione delle colture e soprattutto alla definitiva affermazione di due culture arrivate dal nuovo mondo il mais e la patata caratterizzati da rese e apporti calorici superiori a quelli dei cereali alla base dell’alimentazione europea il mais cominciò a diffondersi soprattutto nell’area mediterranea dove trovava un clima ideale diventando il cibo popolare per eccellenza in regioni come l’area padana mentre il frumento veniva avviato verso il mercato e le tavole dei ricchi questo peraltro ebbe una grave conseguenza una dieta fatta solo di mais provocò la diffusione della pellagra una malattia legata all’assenza della vitamina pp che il maestro una porta la quale si manifestava inizialmente con lesioni della pelle ma a lungo andare colpiva il sistema nervoso centrale e poteva portare alla morte la patata conosciuta sin dal cinquecento s’impose lentamente dalla seconda metà del seicento dapprima nell’europa centro settentrionale quindi in germania in austria nella francia del nord e nelle fiandre e poi in polonia terra e irlanda dove così come nella germania del nord divenne l’elemento base della dieta contadina in questo periodo si diffusero anche altre culture il riso anche nelle zone irrigue del piemonte e della lombardia e il tabacco che prese piede in molti paesi come olanda belgio germania e le altre colture alla base di consumi voluttuari come tè caffè e cacao il cui consumo crebbe notevolmente le 700 rimasero invece prodotti di importazione dall’oriente e dalle a mente insieme allo zucchero anch’esso un grande aumento nel corso del xviii sec proprio lo sviluppo di piantagioni nel nuovo mondo aveva stimolato un commercio triangolare tra europa africa e america basato su uno spregevole commercio quello di nuovo in

cambio di armi liguori e manufatti i mercati europei si rifornivano di schiavi in aprile quindi le esportavano in america dove erano impiegati nelle piantagioni per poi tornare in europa carichi di quei prodotti tropicali tanto ricerca l’organizzazione era nelle mani delle potenze coloniali con l’eccezione della spagna che fece sì ampio ricorso a schiavi ma non agì mai direttamente nelle commercio l’inghilterra controllava circa il 50 per cento di questo traffico seguita dalla francia al 25 per cento dal portogallo al 15 per cento dall’olanda al 10 per cento e quindi da altri paesi con quote come per esempio la danimarca il 95 per cento del traffico passava per i porti della costa atlantica del nord europa all’interno di un triangolo che aveva i suoi vertici a bordo amsterdam e bristol la principale fonte di approvvigionamento era l’area del golfo di guinea fino alle coste dell’africa centro occidentale si calcola che da qui partì circa l’ottanta per cento degli schiavi destinati a raggiungere soprattutto le antille il brasile è in proporzione minore l’america del nord a seconda delle stime si parla di 12 18 milioni di africani deportati in un arco di tempo che va dalla metà del quindicesimo secolo alla metà del xix sec il 60 per cento di questo vile traffico ebbe luogo nel settecento impegnate nella ricerca di nuovi territori da colonizzare e per colmare le numerose lacune ancora presenti nelle conoscenze geografiche dell’epoca le potenze europee finanziario sin dal seicento nuovi viaggi d’esplorazione era diventato di vitale importanza soprattutto per ragioni commerciali capire quali passaggi esistevano fra gli oceani quale erano i limiti dei continenti quale era la forma delle coste o la natura del paesaggio interiore negli anni quaranta del seicento l’olandese babel tasman guidò un lungo viaggio di esplorazione nell’oceano pacifico meridionale che portò a individuare una grande isola poi ribattezzata tasmania e ad avvistare la nuova zelanda inoltre su iniziativa della royal society di londra un giovane ufficiale della marina inglese james cook con p3 viaggi attraverso il pacifico toccando tra l’altro l’australia i ghiacci dell’antartide l’alaska e le isole hawaii dove nell’anno 1779 morì ucciso in uno scontro con la popolazione indigena mentre olandesi francesi e inglesi solcavano i mari i russi promosse sempre alla ricerca di nuove risorse l’esplorazione delle br e fluviali attraverso l’asia fino alla costa del fascino questa divenne il punto di partenza per nuove spedizioni oceanica compresa quella del navigatore danese vitous john hansen bening che per contro zach nell’anno 1728 scoprirlo stretto che separa asia e america e che tuttora porta il suo nome sin dalla pace di westfalia l’anno 1648 argomento del quale si parla nel video il seicento il 6 con luci e ombre all’interno del continente europeo si era affermato un principio di equilibrio internazionale basato sull’idea che nessun grande stato avrebbe potuto conquistare una posizione egemonica rispetto agli altri e che a ogni eventuale

espansione da parte di essi avessero dovuto corrispondere adeguati ripensi territoriali per ricaricare in questo contesto gli stati minori avrebbero potuto di volta in volta essere tutelati in quanto necessari contrappesi per mantenere in equilibrio la bilancia o al contrario essere sacrificati alle esigenze della diplomazia internazionale gli stati non erano gli unici protagonisti di questo sistema a contare infatti erano soprattutto gli interessi delle dinastie nelle grandi casate aristocratiche che aveva ramificazioni e alleanze in tutto prima di iniziare questo nuovo argomento vi ricordate che cosa si intende parlando di guerra di successione spagnola la guerra di successione spagnola iniziata nell’anno 1701 e terminata nell’anno 1714 si apre dopo la morte senza eredi del re carlo ii da sturbo stabili che lascia il trono a filippo di borbone duca d’anjou e nipote di luigi xiv temendo una fusione tra francia spagna inghilterra l’olanda l’austria e la russia si coalizzano contro la francia inizialmente alleata con la savoia la baviera e in portogallo che però in seguito passano a parte in testa con la guerra di successione spagnola fine il lungo ciclo di due aree di espansione del re di francia luigi xiv e la carta di vitali continente inizio con i trattati di un utrecht dell’anno 1713 e mira da dell’anno nell’essere 314 nipote di luigi xiv venne riconosciuto trenti spagna come film ho vinto il portone ma dovette rinunciare ai suoi diritti sul trono francese e quindi alla fusione dei due inoltre dovette cedere agli asburgo d’austria le fiandre e quasi tutti i domini italiani ducato di milano sardegna regno di napoli è stato dei presidi la sicilia il monferrato e alcune province occidentali del ducato di milano passavano invece ai duchi di santo che assumevano il titolo di re la sicilia era ordina anche la russia retta dalla dinastia dei di enzo learn che aveva acquisito la dignità regale nell’anno 1701 ottenere importanti acquisizioni territori a l’inghilterra ebbe dalla spagna all’isola di minorca e il promontorio e leggibile il che significava controllare la navigazione nel mediterraneo nonché importanti privilegi commerciali tra cui il monopolio della tratta degli schiavi verso le colonne spagna inoltre sottrasse alla francia una parte delle sue colonie del nord america dal canto suo la francia dovette rinunciare ai progetti di egemonia continentale tuttavia malgrado dei suoi grandi difficoltà economiche e finanziarie restava una grande potenza se l’austria e l’inghilterra apparivano le due grandi vincitrici tavoli della pace la spagna fu la grande sconfitta pur conservando un enorme impero coloniale fini definitivamente ai margini della politica internazionale filippo quinto fece un ultimo tentativo per riconquistare i domini italiani che per quasi due secoli erano rimasti sotto la tour ora i mega occupando sardegna e sicilia ma inghilterra francia austria e olanda decise a mantenere l’equilibrio raggiunto con le paci di utrecht e dell’asl at reagirono distruggendo la flotta spagnola

nella battaglia di capo passero in sicilia la pace della cia dell’anno 1720 riconfermò la situazione precedente con un’unica eccezione vittorio amedeo di savoia dovette cedere la ricca sicilia gli austriaci in cambio della meno florida sardegna riuscì però a mantenere il titolo reggio le nuove acquisizioni delle fiandre e dell’italia coronavano un periodo di importante espansione dei lunghi degli asburgo d’austria che dal termine della guerra dei trent’anni avevano cominciato a spostare il baricentro dei loro domini ereditari dall area tedesca all’europa centro meridionale sin dal xvi secolo detenevano le corone di boemia e di ungheria da lì mirarono a porre sotto il loro dominio l’intero bacino danubio per questo si scontrarono con l’impero ottomano presente nella penisola balcanica due secoli gli asburgo con tennero dapprima l’ultima grande fase espansiva ottoman nell’anno 1683 pm fu di nuovo sotto assedio ma l’assalto fu respinto e la guerra si concluse nell’anno 1697 con la definitiva vittoria austriaca nel giro di pochi anni i rapporti di forza si rovesciarono completamente l’impero ottomano imbocco allora la via di una lunga decadenza mentre l’austria cominciò una costante opera di erosione dei domini pur chi in europa i territori asburgici avevano un carattere composito frutto dell’unione di varie colore regioni lontane popoli di lingua e tradizioni diverse gli asburgo avviarono allora un tentativo di unificarli in un unico sistema statale intraprendendo l’accentramento di stampo assunti stimo con riforme dell’amministrazione e del sistema fiscale dovettero però fare i conti con le esistenze ducali soprattutto l’ungheria continuava a difendere la propria autonomia arrivando anche alla rivolta armata il nuovo imperatore carlo sesto cercò di porre rimedio a questa situazione proseguendo nell’opera di ammodernamento amministrativo volle anche rilanciare l’economia promuovendo le attività commerciali valorizzando soprattutto i lumini asburgici nei paesi bassi e in due porti franchi sulla dria piume e tris tuttavia l’efficacia della sua azione fu frenata dalle conseguenze della sua riforma del sistema di successione al trono austria reso potenzialmente instabile dal complesso albero genealogico degli asburgo e dalla natura eterogenea e possedimenti nell’anno 1713 emanò allora l’editto noto come drammatica sanzione con il quale decretava l’indivisibilità dei domini burgi c e sanciva la possibilità di ascesa al trono anche per le pendenti dire e femminili in modo da evitare competizioni tra rami caduti della dinastia per essere davvero efficace il decreto doveva essere riconosciuto sia dai diversi stati dell’impero austriaco sia dalle altre potenze europee perciò carlo sesto dovete fare pesanti concessioni alle autonomie locali e via via mentre diventava chiaro che egli stesso non avrebbe avuto le lenti maschi condizionare la sua politica estera alla necessità di ottenere appoggi soprattutto quello inglese e francese per garanti della successione affarone di sua figlia maria teresa nel cuore dell’europa stava intanto prendendo forma una nuova potenza destinata ad avere un

ruolo sempre più determinante nello scacchiere europeo la busta anche questa era un dominio composito dall’anno 1415 nelle mani della dinastia degli hohenzollern erano riuniti in bra d’amburgo uno dei principali tedeschi cui era associata dall’umidità elettorale nelle elezioni imperiali e la prossima una regione corrispondente alle attuali polonia nord orientale e lituania meridionale che era stata colonizzata nel basso medioevo dall’ordine dei cavalieri teutonici e quindi secolarizzata al tempo della riforma da alberto di lorenzo lerna ultimo dramma estro della prima di continuare con questo argomento vi ricordate che cosa si in termine parlando di cavalieri teutonici i cavalieri teutonici furono un ordine cavalleresco fondato in terra santa ai tempi delle crociate e il reclutato principalmente tra bellezza dopo la riconquista araba di gerusalemme nell’anno 1226 l’imperatore federico ii di svevia e ordinò il trasferimento nel territorio dove fondarono il regno e si impegnarono nella conversione al cristianesimo delle popolazioni locali tornando all’argomento iniziale i vari domini dell’ordine dei cavalieri teutonici erano dunque frammentato privi di continuità territoriale ed erano segnati da notevoli differenze istituzionali dovute anche al fatto che il brano pubblico faceva parte dell’area imperiale mentre la prussia era un feudo del regno di pompa rispetto all’austria però la prussia poteva contare su una maggiore uniformità al turistica infatti la popolazione era prevalentemente bing cultura tedesca e religiosa visto che la religione che veniva professata era in luteranesimo nella seconda metà del seicento federico guglielmo detto il grande elettore avviò un processo di accentramento e di un’informazione ispirato ai principi dell’assolutismo cardine delle sue riforme fu la creazione di un forte esercito permanente che gli permise di avere un ruolo nell’ultima fase della guerra dei treni tanti e quindi di inserirsi nei conflitti dell’area tattica per finanziare le spese militari l’incremento le entrate pubbliche ammodernando il fisco e dando slancio accogliendo tra l’altro i più noti fuggiti dalla francia dopo la revoca della dottrina la cassa i quali contribuirono a lanciare nuove attività manifatturiere in breve il sovrano riuscire anche a creare l’efficiente burocrazia affidata alla mobilità che si era legata a una cura prima di continuare con questo argomento vi ricordate che cosa si intende parlando diritto di natas l’editto di nantes fu emanato ben ricoperto nell’anno 1598 per porre fine alle guerre di religione che contrapponevano cattolici e ugolotti ovverosia alpinisti francesi dall’anno 1562 l’editto che concedeva gli ugonotti piena libertà di culto e l’uguaglianza civile politica fu revocato da luigi xiv con un trattato stipulato nell’anno 1.685 e mediante il quale il sovrano perseguendo comunità religiosa del paese verte il via a persecuzioni di ogni genere e al clima di non è tollerabile che costrinse migliaia di notti a lasciare la francia nell’anno 1701 il figlio e successore del grande elettore ottenete devo dire con il nome di filippo bene partecipando alla guerra di successione spagnola incremento ulteriormente i territori cous con

acquisizioni nell’aria renana e in germania nord occidentale infine federico guglielmo primo riprese l’opera del nonno proseguendo la costruzione di uno stato accentrato dotato di un sistema fiscale e burocratico di prim’ordine e di un’economia in espansione e soprattutto creando un esercito potentissimo che balza al sovrano il soprannome di re sergente e fu alla base della grande espansione prussiana nella seconda metà del settecento negli stessi anni un’altra potenza si affaccia sullo scenario europeo con mire espansionistiche sempre più ambiziosa la russia all’inizio del xvii secolo dopo un periodo dei disordini seguito alla morte di ivan il terribile avvenuta nell’anno 1584 e alla fine della sua dinastia sul trolley e zar ascese michele romano fondatore della dinastia che avrebbe governato il paese fino all’anno 1917 michele e i suoi successori dettero al paese una forte organizzazione centralizzata preservando tuttavia una tradizionale gerarchia sociale che vedeva al vertice la grande nobiltà terriera la quale sfruttava una enorme massa di servi della gleba pari a circa il 90 per cento della popolazione peraltro erano frequenti le rivolte dei contadini e dei cosacchi una popolazione seminomade delle steppe che resisteva alla giustificazione benché sempre repressa nel sangue per buona parte del seicento la russia conobbe una grande espansione verso nord quindi in siberia e verso le aree orientali estendendosi lungo il continente asiatico e rimanendo sostanzialmente estranea all’europa le cose cominciarono a cambiare con l’indebolimento della polonia che permise alla russia una prima espansione verso i territori occidentali fino all’attuale ucraina poi fu lo zar pietro primo detto il grande a lanciare la russia verso il cilento lo zar abbia un programma di riforme improntate alla creazione di un rigido assolutismo a tale scopo soppresse la duma ovverosia l’assemblea dei nobili sostituendola con un consiglio dal centro resi obbligatori per la nobiltà lunghi periodi di servizio allo stato un campo civile o militare trasformando così gli aristocratici in funzionari e accentuando la loro dipendenza dai favori del sovrano si preoccupò di rafforzare l’esercito e la marina quindi detti avvio alle manifatture di stato e favori gli scambi commerciali secondo un tipico programma economico mercantilista in ambito culturale istituì scuole di ogni genere incoraggiando gli studi scientifici e dimostrandosi attento alle innovazioni tecniche provenienti dall’estero in effetti pietro che prima di salire al trono aveva fatto un lungo viaggio d’istruzione in europa occidentale avviò una occidentalizzazione rapida e forzata della russa imponendo nuovi costumi per esempio impose l’obbligo di tagliare le tradizionali parte e di vestirsi all’occidentale e arrivando a riformare anche il pd vinci psi pietro il grande impresse una decisa spinta verso l’europa anche in politica estera secondo il sovrano era al necessario a dire alla russia confini sicuri e procurare al paese uno sbocco sul mare a questo scopo egli combattè a sud contro i turchi per la conquista di hudson la città sul piccolo mare interno che da lei prende il nome collegato con il martino ma la direttrice di espansione politica e commerciale russa puntava soprattutto a nord ovest

verso il mar bhatti a partire dall’anno mille e settecento si scatenò così un lungo conflitto con la svezia al termine del quale la russia prevalso garantendosi definitivamente l’accesso al colpo di finlandia grazie agli accordi stabiliti mediante la pace di miss dat dell’anno 1721 diventò così la potenza egemone nella regione sin dall’anno 1703 pietro aveva avviato la costruzione di una nuova città su un lembo di terra appena conquistato alla foce della nella dal suo nome fu battezzata san pietroburgo nell’anno 1715 sarebbe diventata la capitale dell’impero russo pietro il grande fu anche il primo zar a codificare con una serie di leggi la condizione dei servi della gleba tale selvaggio di origine feudale affermatosi in russia all’inizio del seicento era ormai scomparso in occidente mentre persiste va ancora nell’europa centrale e nord orientale anche in boemia e polonia regioni arretrate in cui l’agricoltura era incentrata esclusivamente sulla produzione cerealicola estensiva rivolta soprattutto ai mercanti occidentali svolta in enormi latifondi di proprietà immobiliare i contadini erano legati in modo indissolubile alla terra dei loro padroni potevano essere venduti o comprati insieme ai fondi dovevano lavorare gratuitamente sulle terre patronali ricevendo in cambio solo piccoli appezzamenti che coltivavano per il loro sostentamento non avevamo libertà di spostamento e pensate persino il matrimonio era deciso dal padrone questa condizione fu l’origine di molti episodi di rivolta ma la servitù sarebbe durata in questa forma sino al xix secolo bene la prima parte di questa puntata di storia termina qui grazie a tutti quanti voi di aver visto il video e ci vediamo con la seconda