Fede per una famiglia armoniosa con Giulia Cesaroni e Roberto Minganti

Salve a tutti, benvenuti! In questi tempi di pandemia e distanziamento sociale continuiamo ad approfondire le 5 guide eterne della Soka Gakkai via Zoom Queste linee guida rappresentano lo scopo essenziale della nostra pratica buddista: la realizzazione dell’armonia, della felicità, della salute e longevità e della vittoria Per chi non avesse visto le puntate precedenti le prime tre guide furono esposte dal secondo presidente della Soka Gakkai Josei Toda alla fine del 1957 e le ultime due dal terzo presidente Daisaku Ikeda nel 2003 Le Cinque guide sono: 1- Fede per una famiglia armoniosa 2- Fede per diventare felici 3- Fede per superare le avversità 4- Fede per godere di buona salute e longevità 5- Fede per la vittoria assoluta nella vita Nelle puntate precedenti sono state studiate la terza, la seconda e la quarta Oggi approfondiremo la prima: “Fede per una famiglia armoniosa” Ora, perché la “Fede per una famiglia armoniosa” è la prima delle 5 guide? Il presidente Toda diceva che “la famiglia è il fondamento della società e che la fede per una famiglia armoniosa è la fonte di energia per la costruzione di una famiglia forte” e che tale fede è la condizione indispensabile per la felicità delle singole famiglie, ma anche per la fioritura della società nel suo complesso Quindi la famiglia, caratterizzata dal sostegno e dall’incoraggiamento reciproco, da un ambiente armonioso e collaborativo, è vista come la più piccola unità sociale, ed è il fondamento di comunità e società prospere La visione del maestro Ikeda è meravigliosa, vede la famiglia come: “Un luogo in cui rivitalizzarsi, per ricaricare le batterie ogni giorno Un luogo di legami calorosi che permettono il miglioramento e la realizzazione personale, un castello di armonia e di crescita” Anche quando si vive lontani Mi viene da sorridere perché la mia famiglia, purtroppo come ne esistono tante, era quanto di più lontano ci fosse da questa descrizione Per questo è importante la parola “Fede” Ora, come possiamo realizzare una famiglia armoniosa, miniatura della pace mondiale? Ikeda ci suggerisce tre punti da approfondire: 1- Impegnandoci in prima persona per essere una presenza luminosa e solare nelle nostre case, abbracciando tutti i membri della famiglia con la luce della compassione 2- Rispettandoci a vicenda, riconoscendo che i legami tra genitori e figli, o tra partner, sono legami karmici che perdurano attraverso le tre esistenze di passato, presente e futuro 3- Fornendo un contributo positivo alla società facendo crescere successori che facciano lo stesso E il presidente Ikeda, nella sua spiegazione, li approfondisce uno ad uno Ora vediamo il primo punto Ci incoraggia a impegnarci in prima persona per essere una presenza luminosa e solare nelle nostre case, abbracciando tutti i membri della famiglia con la luce della compassione Ora, il tema della famiglia ricorre moltissimo negli scritti di Nichiren Daishonin Nichiren si preoccupava sempre dei familiari dei suoi discepoli e continuamente dava loro consigli per costruire famiglie armoniose La lettera di Nichiren che più rappresenta l’incoraggiamento per costruire una famiglia armoniosa, e da cui hanno origine le Cinque guide eterne della Soka Gakkai è “Lettera ai fratelli”, scritta nel 1275 ai fratelli Ikegami (BS 137) Ora, il clan Ikegami era un’importante famiglia di samurai e aveva una grande concessione governativa per i progetti edilizi, quindi era una famiglia importante I due fratelli erano diventati discepoli di Nichiren contro il volere del padre, che era ardente seguace di altre dottrine E il padre si opponeva talmente tanto alla fede dei suoi figli da ripudiare il primogenito Ora, questo non solo significava la rovina di Munenaka, il figlio maggiore, che perdeva il diritto di successione, qualunque possibilità di sostentamento, e lo stato sociale (che nel Giappone feudale non era cosa da poco, si sarebbe dovuto allontanare da tutti), ma il padre auspicava anche la divisione tra i fratelli Nella lettera Nichiren scrive:

“Nelle questioni mondane, è dovere del figlio obbedire ai genitori, però, sulla strada della Buddità non obbedire loro può essere la vera devozione filiale” Con questa frase spiega ai due fratelli che il miglior modo per onorare i genitori è quello di proseguire il cammino verso l’ottenimento della Buddità Cioè che non devono vacillare Ovviamente, questo non significa che non bisogna ascoltare i genitori, ma se la fede è il mezzo per far diventare tutta la famiglia felice è importante mantenerla indipendentemente dalle opinioni dei familiari Nichiren gli scrive anche: “Una roccia messa sul fuoco si ridurrà in cenere, mentre l’oro diverrà oro puro Questa prova, più di ogni altra cosa, dimostrerà l’autenticità della vostra fede” Li incoraggia a “non mollare” Per i fratelli Ikegami è un momento cruciale e per Nichiren Daishonin l’unica preoccupazione è vederli trionfare sulla difficoltà che stanno affrontando Per incoraggiarli gli cita il Sutra del Loto, dove è raccontata la storia di due fratelli buddisti Puro Forziere e Puro Occhio Consigliandosi con la madre Pura Virtù avevano iniziato a mostrare i loro poteri sovrannaturali al padre, che ne gioì così tanto da voler ascoltare la predicazione del Budda I poteri sovrannaturali sono una metafora della crescita personale, un’espressione della propria rivoluzione umana Nichiren li incoraggia dicendogli: “Potrà mai esserci una storia meravigliosa come la vostra?” I due fratelli, grazie alla loro salda unità e alla perseveranza nella fede non solo per due volte superarono il ripudio del padre, ma riuscirono anche a fargli cambiare opinione sul Buddismo Questa loro esperienza è una fonte di speranza anche per noi praticanti di oggi Il presidente Ikeda ne La Nuova Rivoluzione Umana (vol. 26, cap 3, p.ta 14) scrive: “I problemi di relazione tra genitori e figli e di disarmonia in famiglia non sono fenomeni recenti, ne hanno sofferto numerose persone fin dal lontano passato Immagino che, pur praticando il Buddismo, ci siano persone che soffrono a causa delle cattive relazioni con i figli, con le nuore o con il coniuge Partendo dalla conclusione, è solo con la fede che si può sanare questa crepa nelle relazioni umane Solo attraverso la fede possiamo aprire e trasformare la nostra condizione vitale, perciò non resta che realizzare la propria rivoluzione umana I nostri genitori, i mariti, i fratelli, le sorelle, i figli sono la realtà in cui viviamo e siamo legati a essi da una profonda relazione karmica: non possiamo scappare dal nostro ambiente Allora cosa possiamo fare? Dobbiamo migliorare noi stessi, piuttosto che dare la colpa agli altri se le nostre relazioni non vanno bene” Quindi la chiave è approfondire la fede in modo da manifestare un grande miglioramento personale e una grande compassione, che significa una comprensione profonda della vita dell’altro Il presidente Toda incoraggiava i giovani a non fare grandi discorsi di Buddismo ai genitori, diceva: “Prima impegnatevi a diventare persone meravigliose e non date loro preoccupazioni Diventate individui che apprezzano e rispettano davvero i propri genitori e si prendono cura di loro” E questo mi fa venire in mente mio padre, che stupito del miglioramento del carattere di mia madre, quando ha cominciato a praticare, diceva: “Accidenti! Ho cambiato moglie senza andare dall’avvocato!” e questa è la foto della mia famiglia ad armonizzazione avvenuta E ora passo la parola a Roberto per il secondo punto. Grazie! Benvenute e benvenuti anche da parte mia! Nella sua spiegazione, il maestro Ikeda fa una scelta particolare: parla della sofferenza di una madre per la perdita del figlio e la usa per introdurci ad un aspetto profondissimo della vita e della nostra rivoluzione umana Quindi seguendo il maestro Ikeda partiamo dalla storia di una madre che perde il figlio Scrive Daishonin: “La Santa Konichi […], per il grande amore verso suo figlio,

è diventata una praticante del Sutra del Loto Senza dubbio sia la madre sia il figlio andranno nella pura terra del Picco dell’Aquila In quel momento, che grande gioia proveranno nell’incontrarsi!” (RSND, 2, 907) Konichi aveva già perso il marito e ora anche il figlio Yashiro, un samurai morto in circostanze sconosciute Di sicuro il giovane era diventato discepolo di Nichiren e aveva poi portato la madre a prender fede nel Sutra del Loto Condividendo la sofferenza della donna, Daishonin prosegue: “Che una madre anziana sia preceduta nella tomba dal figlio è una cosa troppo penosa, tanto che si può nutrire risentimento verso gli dèi celesti e il Budda” (RSND, 1, 591) E subito dopo la incoraggia: “Anche se il tuo defunto figlio Yashiro ha commesso del male [in quanto samurai], se tu, la madre che lo ha messo al mondo, ti rattristi per lui e preghi notte e giorno alla presenza del Budda Shakyamuni, come può non salvarsi? Anzi, poiché credeva nel Sutra del Loto, potrebbe essere lui a condurre i suoi genitori alla Buddità” (RSND, 1, 593) Ancora prima, nello stesso scritto Nichiren Daishonin spiega il legame indissolubile tra genitori e figli, avvicinandolo con poesia al legame tra tutti gli esseri viventi. E scrive: “La carne del figlio è la carne della madre, e le ossa della madre sono le ossa del figlio Quando il pino prospera, il cipresso è immensamente felice; quando l’erba appassisce, l’orchidea piange Anche le piante e gli alberi insenzienti condividono le gioie e i dolori degli amici E ciò è ancora più vero per il legame tra un genitore e il figlio” (RSND,2, 906) Ma Nichiren Daishonin non si ferma qui e in un’altra lettera approfondisce ancora di più questo legame fino ad affermare: “Poiché il Venerabile Maudgalyayana ripose fede nel Sutra del Loto che è il massimo bene che esista, non solo lui, ma anche suo padre e sua madre conseguirono la Buddità E, come se non bastasse, anche tutti i padri e le madri delle sette generazioni precedenti e delle sette generazioni successive, e in verità di innumerevoli vite precedenti e successive, furono in grado di conseguire la Buddità, per quanto incredibile possa sembrare” (RSND,1 728) Questa è la verità profonda con le sue incredibili – per usare un termine di Daishonin – conseguenze sulle quali il Budda apre i nostri occhi E Sensei usa questa storia per invitarci a creare armonia nelle nostre famiglie, sulla base di un legame che pervade passato, presente e futuro Il maestro Ikeda afferma che Nichiren Daishonin, “nomina i suoi genitori come rappresentanti di tutti gli esseri umani” (Il Mondo del Gosho, pg. 24 e seguenti) Scrive Nichiren: “Quando un uomo lascia i suoi genitori e la sua casa per diventare monaco dovrebbe sempre avere come scopo la salvezza di suo padre e di sua madre” (RSND, 1, 201), e ancora: “A maggior ragione chi si dedica al Buddismo non dovrebbe dimenticare i debiti di gratitudine verso i genitori, verso i maestri e verso il paese Ma, per ripagare questi grandi debiti, deve assolutamente studiare e comprendere a fondo il Buddismo e diventare un sapiente” (RSND,1, 614) L’affermazione di Sensei che i genitori sono i rappresentanti di tutti gli esseri umani è il punto centrale di questo approfondimento e, alla fine, vedremo che aprirà scenari grandiosi sul significato che Sensei offre della famiglia Approfondiamo il passaggio appena letto che recita: “Deve assolutamente studiare e comprendere a fondo il Buddismo e diventare un sapiente”, ma perchè è necessario diventare un sapiente per ripagare questo debito di gratitudine? Daishonin risponde affermando che “sapiente” significa prima di tutto risolvere il problema della morte che angoscia ogni persona e poi tutto il resto: “La vita dell’essere umano – scrive – è fugace Non sempre a un respiro ne segue un altro Nemmeno la rugiada che svanisce al vento è una metafora adeguata […] Così va il mondo! Perciò prima di tutto dovrei studiare ciò che riguarda

il momento della morte e poi tutto il resto” (RSND, 2, 714) Ecco l’altra riflessione sulla quale Sensei ci sollecita: se si vuole veramente rendere felice qualcuno è necessario liberarlo dalla sofferenza fondamentale, quella della morte che in qualche modo abbraccia tutte le altre sofferenze e per farlo bisogna trasmettergli la Legge mistica di Nam-myoho-renge-kyo, l’insegnamento che permette di trasformare ogni sofferenza Per questo Daishonin insegna l’immenso potere del Daimoku recitato per sé e per gli altri E scrive: “Se vuoi liberarti dalle sofferenze di nascita e morte che sopporti dal tempo senza inizio e ottenere sicuramente la suprema illuminazione in questa esistenza, devi cogliere la mistica verità che è originariamente inerente a tutti gli esseri viventi Questa verità è Myoho-renge-kyo Di conseguenza recitare Myoho-renge-kyo ti permetterà di cogliere questa mistica verità verità innata in tutti gli esseri viventi” (RSND, 1, 3) Questa è la vera realtà dell’esistenza: la profonda natura della nostra vita è immutabile e permane esistenza dopo esistenza Ora riassumiamo il cammino che il maestro Ikeda ci ha indicato finora: siamo partiti dalla Fede per una famiglia armoniosa e, passando attraverso la sofferenza di una madre che perde il figlio, ci ha chiarito il legame con i genitori in quanto rappresentanti di tutti gli esseri umani verso i quali c’è un debito di graditudine perché siamo tutti profondamente collegati gli uni agli altri Il debito si ripaga portando tutte le persone a trasformare ogni sofferenza e l’unico modo per farlo è recitare Daimoku e insegnarlo agli altri! Solo così possiamo sviluppare lo stesso cuore del Budda Ora la parola torna a Giulia La terza indicazione del presidente Ikeda per creare una famiglia armoniosa è fornire un contributo positivo alla società facendo crescere successori che facciano lo stesso Quindi la terza chiave per l’armonia famigliare è essere una famiglia aperta al mondo, che contribuisce positivamente alla società e fa crescere persone in grado di costruire un futuro migliore In una lettera al giovane discepolo Nanjo Tokimitsu, Nichiren scrive: “Si dice che Ueno, il tuo defunto padre, fosse un uomo pieno di sentimento Tu sei suo figlio e forse hai ereditato questa straordinaria qualità del suo carattere La tintura di indaco è più blu dell’indaco stesso e il ghiaccio è più freddo dell’acqua Com’è meraviglioso, veramente meraviglioso!” Nanjo Tokimitsu era rimasto orfano del padre a 7 anni Entrambi i genitori erano discepoli di Nichiren ed erano stati incoraggiati personalmente Tokimitsu quindi da giovanissimo si era trovato a diventare capofamiglia e amministratore del villaggio di Ueno Nichiren seguì la sua crescita con grande gioia e apprezzamento per sua madre la monaca laica di Ueno, che era rimasta sola con tanti figli Scrisse molte lettere a questa donna Le figlie man mano si sposarono e andarono a vivere in altre zone continuando a praticare con i mariti E nella spiegazione il presidente Ikeda scrive molto sulle donne e della loro missione, ma su questo ci vorrebbe una puntata a sé Però vi voglio leggere una frase: “La missione delle donne che ereditano la fede del Buddismo di Nichiren è aprire la porta della felicità alla loro famiglia e ai loro parenti, la porta della prosperità alla loro comunità e la porta della vittoria per kosen-rufu” Spesso le donne sono le prime a cominciare in una famiglia a praticare e hanno la missione di diventarne il sole Sicuramente il desiderio di tutte le mamme buddiste è che i figli pratichino, che possano crescere impegnandosi per gli altri, forti e indipendenti La cosa importante è credere sempre nel loro potenziale e a proposito il maestro Ikeda chiude questo paragrafo scrivendo: “Pregare per la crescita dei figli, senza mai smettere di credere in loro, è il banco di prova della fede dei genitori” Ora passo la parola a Roberto per le conclusioni Grazie!

L’impegno per concretizzare l’armonia famigliare è l’essenza stessa della pratica buddista e costituisce anche la via sicura per realizzare kosen-rufu La compassione per gli altri viene alimentata quando genitori e figli si impegnano insieme per sviluppare una fede che crei armonia Se riusciamo a provare compassione per i nostri genitori, o per i figli, allora potremo avere il coraggio di provarla anche nei confronti di tutti gli altri esseri viventi In sintesi prima si pensa agli altri, poi a noi stessi, solo così si diventa totalmente felici Il Daishonin su questo è chiarissimo, scrive: “Se vi preoccupate anche solo un po’ della vostra sicurezza personale, dovreste prima di tutto pregare per l’ordine e la tranquillità in tutti e quattro i quadranti del paese” (RSND, 1, 25) Questo è un passaggio famosissimo del Rissho ankoku ron e, da questo punto di vista possiamo dire che adottare l’insegnamento corretto inizia in famiglia Esistono tanti tipi e tanti colori di famiglie La famiglia di origine e quella poi che ognuno costruisce in seguito, sono il punto di partenza della visione del maestro Ikeda che dilata sempre più il senso di “famiglia” Una famiglia di praticanti sviluppa il desiderio di considerare “famiglia” anche quanti vivono vicino a loro: nel condominio, sulla stessa strada, nello stesso quartiere Il sentimento di profonda connessione con tutti gli esseri umani fa muovere i membri Soka nella direzione di unirsi ai vicini per affrontare e risolvere insieme tutti i problemi che si presentano Sensei sottolinea l’importanza delle comunità locali partendo dal fatto che le gravissime problematiche mondiali, alle quali oggi aggiungiamo quelle legate al Covid, possano creare nelle persone un senso di impotenza e afferma: “Per evitare di essere sommersi da questi sentimenti è fondamentale avere salde radici e trovare una prospettiva da cui poter percepire l’impatto delle proprie azioni e sentire che si stanno compiendo progressi concreti nella trasformazione della realtà Questo è il ruolo della comunità locale Il senso di responsabilità verso il mondo o il futuro non è un sentimento che si può sviluppare dalla sera alla mattina, in totale distacco dalla realtà quotidiana Se non riusciamo a svilupparlo all’interno delle relazioni più strette e dell’ambiente a noi circostante, non possiamo sperare di farlo in relazione all’intero pianeta o al futuro lontano” (Proposta per l’ambiente 2012) Ripagare il debito di gratitudine verso i genitori significa in sintesi trasmettere a tutti la Legge mistica: quindi prima armonia in famiglia, poi questa famiglia si apre al vicinato e nasce una famiglia ancora più larga: questa nuova comunità opera dove vive, vede i risultati positivi delle sue azioni e allarga sempre più il senso di famiglia Fino ad abbracciare l’intera comunità umana del pianeta col nome di unica Famiglia umana Alla base di questo sensazionale processo di appartenenza globale, c’è una famiglia speciale cui apparteniamo: la famiglia del “Budda Soka Gakkai” Siamo tutti legati da un voto profondissimo: quello dei Bodhisattva della Terra di realizzare kosen-rufu nella nostra casa comune: la madre Terra Concludo ringraziandovi anche a nome di Giulia per l’attenzione e con una indicazione finale del maestro: “Costruire famiglie autenticamente armoniose è la chiave per creare una società veramente pacifica”